Il progetto “La rete che orienta” e il Progetto "Coordinamento regionale veneto per il supporto delle vittime di tortura e donne singole e in famiglia"

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La Rete Che Orienta è uno dei due progetti a favore dei RARU, nati  dal coordinamento informale degli enti che si occupano di richiedenti asilo e rifugiati nel Veneto. Nel gennaio del 2009 gli enti gestori dello Sprar del Veneto, ispirati da un bisogno di confronto sulle metodologie impiegate per facilitare l’integrazione dei Richiedenti Asilo e dei Rifugiati, hanno dato vita ad un coordinamento regionale di tipo informale. Successivamente con l’uscita dei bandi FERIII 2008-2013, lo stesso coordinamento si impegnava per l’elaborazione di due progetti a valere sulle azioni 3.1c e 3.1d. Entrambi i progetti, con capofila il Comune di Padova, sono stati ammessi al finanziamento ed hanno rappresentato un momento di maggiore coesione e confronto tra la rete informale. A seguito del percorso intrapreso la rete di coordinamento informale si è data una struttura organizzativa conosciuta come Comunità Veneta di Pratica per il Diritto d’Asilo che è stata sottoscritta il 29 dicembre 2009. Il presente sito vuole essere uno strumento di diffusione delle attività svolte nei progetto “La rete che Orienta” e "Coordinamento regionale veneto per il supporto delle vittime di tortura e donne singole in famiglia" .

 

Diapositiva 2
pIl progetto “La rete che orienta” ideato dal Coordinamento Regionale Veneto dei Centri di Accoglienza dello Sprar, (link) seguendo le linee di indirizzo del FER 2008-2013(link), con riferimento al programma annuale 2008(link), si inserisce nell’azione 3.1d, priorità specifica 1:
pRealizzazione di progetti per l’attuazione di interventi personalizzati di sostegno ai percorsi di inserimento socio-economico di titolari di protezione internazionale vulnerabili negli ambiti di casa, lavoro, istruzione, salute, associazionismo.
pSi prevedono, dunque, micro-progetti personali. Una parte di tali progetti destinati ai vulnerabili saranno più specificamente dedicati al supporto dei minori non accompagnati titolari di protezione internazionale, prevedendo interventi individuali che possano altresì facilitare le attività dei minori in ambito sportivo, culturale e ricreativo.
pIl capofila dell’iniziativa è il Comune di Padova che con il partenariato del Coordinamento Regionale Veneto dei Centri di Accoglienza dello Sprar, fungerà da cabina di regia con funzioni di indirizzo, monitoraggio e controllo guidando le azioni specifiche dei partners verso i beneficiari.